AXEL TROLESE

RECENSIONI

20.11.2017 - Le Salon Musical - Alessandro Cammarano

Un giovane pianista per l'ultimo Debussy

Pubblicata il 01 agosto 2017


2.10.2017 - Grey Panthers: Il portale della Grey-Age - Ferruccio Nuzzo

CD e altre musiche di ottobre - The Late Debussy

Recensione completa https://www.grey-panthers.it/ideas/cd-musiche-ottobre-f-nuzzo-2/

Un nuovo astro montante all’orizzonte del pianismo italiano: il giovanissimo Axel Trolese, esordisce con un cd desinato a far sensazione, dedicato alle ultime composizioni per pianoforte di Claude Debussy.

[...] Axel non esita, dopo averla sfiorata, insinuante, a scuotere ed attaccare frontalmente la musica di Debussy: nelle Epigrafi antiche – che aprono il programma del cd – le sue dita sono, di volta il volta, la carezza che rivela, che scopre la superficie del marmo, e lo scalpello che lo traccia per l’eternità.

[...] Alla base della sua lettura di queste opere del tardo Debussy – sopratutto gli Studi, tra le composizioni più complesse ed ermetiche della letteratura pianistica – c’è la lucidità, la cultura ed un’indiscutibile originalità dell’interprete, ma sopratutto la luce di una verità al di là di ogni speculazione intellettuale, un dono che oggi permette di rinnovare l’emozione all’ascolto di opere che potevano sembrare ormai logorate, esaurite dalle sin troppe storiche interpretazioni: 

[...] Per Axel Trolese, che pure ha al suo attivo qualche anno denso di felici concorsi e di concerti nei luoghi più prestigiosi della musica classica, questo è il primo disco. Potrebbe sembrare una scelta presuntuosa, o quanto meno sconsiderata, imprudente, per un pianista che non ha ancora vent’anni, ma è la serena affermazione di una maturità che con l’età anagrafica non ha nulla a che fare.


1.09.2017 - Suonare news

10° Concorso Collioure (FR)


13.08.2017 - La Repubblica - Inserto Robinson pag.30 - Dino Villatico

The Late Debussy

 


3.08.2017 - Romaoggi.eu - Lorella Iaci

Il Pianista Axel Trolese in concerto per “Festival Opera Barga 2017”, venerdì 4 agosto al Teatro dei Differenti

Continua la collezione dei successi di  Axel Trolese che ora più che mai sta cavalcando la cresta dell’onda,  è recente, infatti il clamore che ha suscitato  a Fontainebleau, con il concerto degli allievi al termine della seconda fasedel Masterclass d’estate di Philippe Entremont. Soltanto due i giovani artisti presentati da Entremont come “Brillante nuova generazione di pianisti”: Axel Trolese e Sayaka Kimura.

Articolo completo: http://www.romaoggi.eu/index.php/2017/08/03/axel-trolese-2/


30.07.2017 - La Repubblica - Inserto Robinson pag.34 - Angelo Foletto

The Late Debussy


26.05.2017 - Romaoggi.eu - Lorella Iaci

Axel Trolese, concerti pianistici il 27 a Chioggia e il 28 a Ceggia

Axel Trolese, il giovane pianista apriliano, continua ad incantare il suo pubblico, e senza perdere mai la scena con il suo talento pianistico,  e oserei dire, spiazzante per la maturità,  se raffrontato alla sua giovane età,  altri  due appuntamenti  eccezionali sono in programma per questo Week end :  Sabato 27 maggio, alle ore 20.45, all’Auditorium San Nicolò di Chioggia, e domenica 28 maggio, alle ore 17.00, a Villa Loredan Franchin di Ceggia. Il talento del giovane Axel Trolese, già vincitore del premio “Alfredo Casella” al Concorso Pianistico Nazionale “Premio Venezia 2015” e, nel 2016, del “Premio EduMus” dedicato ai migliori giovani musicisti italiani, sarà protagonista di due concerti pianistici sulle musiche di Liszt, Mozart, Chopin, Scarlatti e De Falla.

Articolo completo: http://www.romaoggi.eu/index.php/2017/05/26/axel-trolese/


29.07.2017 - Amadeus n.333

Barga: il sacro e il barocco


1.02.2017 - Suonare News - Valentina Lo Surdo

Meglio gioventù


27.01.2017 - Corriere dello Spettacolo - Stefano Duranti Poccetti

Axel Trolese e il suo primo disco “The Late Debussy”. Suonare sognando per far sognare

Recensione completa: corrieredellospettacolo.net

[...] Trolese si immerge completamente in questo concentrato di note espressive e fantastiche e tramite un tocco leggero ed elegante e il rispetto delle pause, che porta il brano ad aprirsi senza così risultare asfissiato da eccessi di foga, ci porta con sé in questo viaggio nel tempo, dove le emozioni s’intingono di speciale energia, che sembra rimasta ferma a un attimo ormai finito, in un’era mitica e aurea non più presente ai nostri giorni. Note libere, mordenti improvvisi, arpeggi lasciati all’indipendenza espressiva si alternano in questi pezzi che sembrano come composti da tocchi di colore qua e là e che formano pian piano un dipinto che mi pare contraddistinto da quella patina bronzea tipica dell’antichità.

[...] Così come è a suo agio nelle “Epigrafi”, Trolese dimostra grande rispetto dell’autore e ottima capacità tecnica e interpretativa negli “Studi”, che anche in questo caso risentono dello spirito astratto, mistico, a tratti ieratico, di Debussy che, facendo largo uso della scala pentatonica, dà alle sue opere un aspetto orientaleggiante, il quale, come si diceva prima, ci porta a discostarci automaticamente dal nostro modo culturale di sentire, lasciandoci avvicinare a “mondi altri”, lasciandoci avvolgere da magiche e straordinarie atmosfere, che il pianista italiano, benché giovanissimo, sembra avere i mezzi per comprendere nel profondo e per restituire con maturità all’auditore, per la gioia del suo orecchio.


16.01.2017 - Teatro.it - Gilberto Mion

Le cangianti sonorità dell'ultimo Debussy

Recensione completa: Teatro.it

[...] Così però non è, dato che al dispetto del mero dato anagrafico il pianista Axel Trolese – vincitore a Venezia, a soli diciott'anni del Premio Casella 2015 - può mettere in mostra non solo un'assoluta padronanza tecnica dello strumento e delle sue risorse, conquistata in Italia prima diplomandosi col massimo dei voti nel 2014 a Cremona con Maurizio Baglini, e seguendo anche gli insegnamenti di Roberto Prosseda e Alessandra Ammara; padronanza attualmente in via di ulteriore affinamento nella classe di Denis Pascal a Parigi. Ma anche esibire una spiccata personalità ed una già invidiabile maturità artistica, che fanno presagire di qui in avanti ulteriori grandi traguardi interpretativi. E soprattutto, in questo particolare caso, un'inaspettata interiore vicinanza ed una introspettiva affinità con il peculiare spirito di queste tarde composizioni debussyane: perché in questa sua esecuzione le sonorità astratte, gli intarsi melodici, le combinazioni timbriche, le atmosfere sospese di queste due straordinarie raccolte trovano grazie al tocco delle sue mani piena realizzazione. Affinità forse ancor più evidente nella raffinata resa delle Six Épigraphes antiques che aprono il CD - qui nella loro posteriore versione per piano solo - dove i fascinosi impasti sonori paiono rilucere in tutti i loro cangianti colori, immersi in una vaporosa luce riflessa come nelle lievi Ninfee di Monet. Non a caso, frutto di inesauste ricerche pittoriche anticipatrici a loro volta della pittura informale e dell'action painting d'Oltre Oceano.


11.12.2016 - CdClassico.com - Andrea BEDETTI

CD MOVIMENTO CLASSICAL: “THE LATE DEBUSSY”, AXEL TROLESE

Recensione completa: CdClassico.com

[...] Non è il caso di fare raffronti e paragoni, citando tizio e ricordando caio, ma è indubbio che l’impronta che Axel Trolese ha lasciato di queste opere è circoscritta a un’orma che è frutto di un’attenta valutazione e riflessione della partitura (e qui gli insegnamenti che ha ricevuto da Baglini e da Prosseda si fanno sentire) che porta l’interprete ad essere mediatore di se stesso sulla spinta emotiva, sensitiva ed empatica che gli permette di esprimere la musica di quel dato compositore. Quindi, ne esce un Debussy che non cade nella trappola della melodia mimetica, di un Debussy che sa essere apollineo ma che non riesce, allo stesso tempo, a resistere al solletico dionisiaco (si ascolti la quarta Epigrafe Pour la danseuse aux crotales), in cui il gesto pianistico non soggiace alla volontà di eccedere, manifestando quello che non c’è, ma lasciandolo intuire (e in ciò il pianismo debussyano è a dir poco micidiale). Manifestazione/intuizione che aumentano a livello esponenziale negli Studi, la cui lettura di Trolese vuole essere una sorta di ponte di liane tra la tradizione del romanticismo ottocentesco (lo studio come sfida per affrontare interpretativamente se stessi) e la volontà di andare oltre senza chiudere in faccia la porta della tradizione (altrimenti il rischio è un’esecuzione a “trazione anteriore”, ossia sfacciatamente “modernista”, con Debussy che scopre improvvisamente di essere diventato, malgré soi, un Arlecchino servitore di Busoni e di Skrjabin).

[...] Da qui un Debussy che si pone sulla discriminante di una sua “storicizzazione” (e ciò si evince dalla lettura tesa, ricca di percettibili sfumature timbriche, data agli Studi), senza però che venga meno la dimensione metastorica (la sottile ricerca di pesi e contrappesi presente nelle Epigrafi), che appartiene squisitamente al suo côté esoterico, che traspare anche in queste opere (e bene fa Trolese a evidenziare, a tale proposito, citando l’ultima Epigrafe, Pour remercier la pluie au matin, il rapporto a dir poco ossessivo che Debussy ebbe esotericamente con l’acqua...